Accade nello Spazio - Giugno 2013
Affaccendati nelle nostre vicende quotidiane, non solo abbiamo perso contatto col cielo, ma non ci accorgiamo neppure che le nostre attività hanno una ripercussione costante e forse irreversibile sulla salute della Terra: il 9 maggio scorso la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre ha superato – per la prima volta nella storia del nostro pianeta! – il livello critico di 400 parti per milione. Sembra un valore irrisorio eppure è già molto sopra la soglia di sicurezza indicata dai climatologi per poter contrastare gli effetti del riscaldamento globale. E nonostante i miopi negazionismi, non c’è ombra di dubbio: l’innalzamento medio delle temperature è certamente causato dalle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane.
Se ci guardiamo intorno, scopriamo che Venere, il nostro pianeta gemello, si è surriscaldato proprio a causa di un devastante effetto serra, e questo ha contribuito, assieme alla maggiore vicinanza al Sole, a renderlo incredibilmente diverso dalla Terra, in particolare facendo evaporare gran parte dell’acqua che conteneva. Acqua che bagnava anche Marte: giacimenti di acqua preistorica potrebbero essere sepolti nella crosta del pianeta, come ne sono stati rinvenuti in Canada, e potrebbero rivelare se le sue condizioni in passato fossero favorevoli alla vita. Del resto, l’origine dell’acqua terrestre – portata da comete e meteoriti – dovrebbe essere comune anche all’acqua lunare. Proprio sulla superficie della Luna stanno continuando ad avvenire cambiamenti: dal 2005 a oggi sono stati riconosciuti oltre 300 impatti di meteoriti, che hanno prodotto piccoli crateri. Si tratta principalmente di meteore appartenenti agli sciami delle Perseidi e delle Geminidi. Il frammento più grosso (40kg) è precipitato il 17 marzo scorso nel Mare Imbrium, esplodendo in un flash così luminoso che sarebbe apparso ad occhio nudo come una stella di quarta grandezza. Non che Marte se la passi meglio: anche sul pianeta rosso si sono trovati 248 nuovi segni di impatto, seppure da 3 a 10 volte meno abbondanti del previsto. Meteoriti a parte, si fa un gran dire del futuro volo umano verso Marte: ma quanto è lontano? Provate a percepire la lunghezza estenuante del viaggio seguendo questo link.
Ancora più in là, gli anelli di Saturno continuano a svelare segreti: le increspature a spirale dell’anello A (il più interno) sono prodotte da variazioni della gravità di Saturno, e permettono di capire cosa sta accadendo dentro il pianeta, come una specie di sismografo naturale.
Finalmente una notizia che riguarda i giganti ghiacciati del Sistema Solare: i movimenti atmosferici che alimentano i forti venti a jet stream di Urano e Nettuno sarebbero ristretti a uno strato superficiale delle loro atmosfere, in altre parole lo strato meteorologico di quei pianeti non sarebbe più spesso di 1000km.
Al centro di tutte le orbite il Sole, dato in prossimità del massimo del suo ciclo di attività, ha finalmente avuto un guizzo: la macchia solare n. 1748 ha prodotto in sole 24 ore ben 4 brillamenti di classe X, i più potenti.
Sul fronte del micromondo, un fisico olandese è riuscito a “costruire” in laboratorio un nuovo tipo di particella, il fermione di Majorana, che ha la caratteristica di essere anche l’antiparticella di se stesso.
Sul versante lontano dell’Universo, non perdetevi l’avvistamento del più intenso lampo gamma “vicino” (3,6 miliardi di anni luce), che conferma come anche i lampi gamma più potenti siano associati all’esplosione di una supernova. Sorprendentemente ma non troppo, molti media italiani hanno travisato questa notizia trasformandola in una vera bufala, affermando che gli astronomi italiani avevano saputo prevedere l’esplosione di una supernova. Più recentemente una supernova dev’essere esplosa nei dintorni della Terra: lo dimostrano i resti di batteri vissuti 2,2 milioni di anni fa, proprio agli albori dell’evoluzione umana. I sedimenti di fondale dell’Oceano Pacifico in cui vivevano sono ricchi di un isotopo del ferro (Fe-60) che può essere solo stato prodotto da una supernova: si tratterebbe della prima evidenza biologica dell’esplosione di una supernova vicino alla Terra.
Al planetario: Le Strane Inclinazioni della Terra in programma il 15/6 alle 12:30.































