Orione, culla stellare di bassa fertilità
Astronomi statunitensi hanno indagato con due array di radiotelescopi di ultima generazione (CARMA e SMA, rispettivamente in Maryland e alle Hawai) la celebre nebulosa d'Orione e l'ammasso di stelle neonate che contiene, scoprendo che la percentuale di stelle in grado di produrre dischi protoplanetari ("proplyd") consistenti è assai bassa. Meno dell'8% degli astri analizzati presentano proplyd in grado di generare pianeti del calibro di Giove. Il risultato è in accordo con la percentuale di esopianeti trovati fin qui nei dintorni del Sole, stella che deve essere nata in una nebulosa assai simile a quella di Orione. Da precedenti ricerche si evince che il tasso di fertilità planetaria nelle regioni di formazioni stellare possa aumentare nel caso in cui la nebulosa non contenga stelle grandi e brillanti (sono proprio loro a far evaporare la polvere intorno alle stelle neonate), ma non poi troppo. Dovremo probabilmente rassegnarci a un universo in cui le stelle dotate di sistemi planetari come il nostro sono l'eccezione e non la regola. (al planetario "Verso Mondi Lontani" il 3 Settembre 2008 alle 11:00).
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