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Lungo la Via Lattea

di Stefano Giovanardi

Alla riscoperta di una delle grandi meraviglie del cielo, la nostra galassia. Un itinerario celeste verso stelle, ammassi, nebulose.

Da tempo immemorabile ormai, al calare della notte, nelle nostre città non si riesce più ad ammirare una delle meraviglie assolute del firmamento: la Via Lattea, che fu la prima vittima dell’inquinamento luminoso. Al massimo si può tentare di indovinarne il tracciato in cielo collegando fra loro le stelle più luminose superstiti, che formano la cosiddetta “cintura di Gould”: una magra consolazione, di fronte alla perdita di tutti gli altri 100 miliardi di stelle che insieme danno luce alla nostra galassia. Così questa notte, sotto la cupola del Planetario, si spegneranno tutte le luci di Roma per tentare un’imponente operazione di recupero: ripristinare in cielo lo splendore della Via Lattea.

In questo sorprendente restauro del grande affresco celeste ci confronteremo con le visioni che della Via Lattea hanno avuto diverse culture sparse in tutto il mondo, dall’Africa australe all’Australia, dall’Estremo Oriente al Capo di Finisterre, luoghi e tempi in cui l’arco splendente della galassia ha acquisito significati diversi e suggestivi: da fiume, a ponte, a linea di confine, fino a divenire la “spina dorsale della notte”. Per i Greci la Via Lattea era stata tracciata dal latte della dea Giunone, spruzzato accidentalmente in cielo. Per noi sarà un sentiero luminoso lungo il quale passeggiare con lo sguardo per una notte intera. Ne approfitteremo per cercare di rispondere a una domanda: cos’è la Via Lattea? Quanto è grande? E soprattutto, come fanno 100 miliardi di stelle ad organizzarsi nello spazio per creare un’unica, immensa struttura?

Ci hanno provato in molti, fra gli astronomi, a determinare la forma della galassia: dalla meticolosa mappa di Herschel all’ipotesi di Young, l’esercizio si è rivelato difficilissimo a causa del fatto che osserviamo la Via Lattea dall’interno. Toccherà a noi ripercorrerla con lo sguardo, in un’ampia osservazione itinerante dal cielo boreale a quello australe, appuntando idealmente le posizioni e le distanze degli astri che ne fanno parte e scoprendo tutti gli “ingredienti” che formano una galassia, oltre alle stelle: polveri, gas, ammassi stellari e nebulose. Nel caleidoscopio di panorami galattici dalle forme e dai colori più suggestivi, emergeranno infine i contrasti tra le ombre invadenti delle nubi oscure e le luci lontane del centro galattico. Proprio grazie a questi chiaroscuri disseminati lungo l’arco galattico, un tassello alla volta il mosaico prenderà forma e acquisterà una dimensione profonda, tridimensionale: fino a farci intuire come la meravigliosa scia di luce che ammiriamo di notte sia prodotta dalla sovrapposizione di tutte le componenti della galassia sulla stessa linea di vista, avvolte intorno al nucleo che sporge in lontananza, tra le stelle del Sagittario.

Solo allora potremo mettere insieme le osservazioni compiute e sintetizzarle in un unico ritratto della nostra galassia. Lo tracceremo sollevandoci al di sopra del piano galattico come per osservarla da un immaginario balcone spaziale affacciato sulla galassia. L’identikit che appare svelerà finalmente la vera forma della Via Lattea: quella di una luccicante, elegantissima spirale. Una sublime sintesi della bellezza racchiusa nella galassia, una visione di cui potremmo godere a colpo d’occhio ammirando la Via Lattea dai lontani ammassi che orbitano in direzione dei poli galattici.

Di colpo, questa perfetta geometria ci consente di comprendere qual è il nostro posto nella galassia, con il Sole e il suo minuscolo sistema solare relegati ai margini della spirale. Ma è proprio qui che caddero alcune gocce di quel latte divino, e fu allora che nei nostri campi fiorirono i gigli.

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Informazioni

Luogo
Planetario e Museo Astronomico
Informazioni

060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00, prenotazione consigliata

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