Le sette meraviglie del profondo cielo
Spettacolo astronomico di Giangiacomo Gandolfi e Stefano Giovanardi
Musica e immagini dallo spazio (per tutti)
I corpi celesti del profondo cielo, i primi a scomparire nel firmamento urbano sotto i colpi dell’inquinamento luminoso, sono tra gli oggetti astronomici più affascinanti ed elusivi, oggetto di una serrata caccia di natura estetica da parte degli appassionati dotati di telescopio.
Ne esistono migliaia (tra ammassi stellari, nebulose e galassie) alla portata degli strumenti amatoriali, ma alcuni spiccano per celebrità e maestosità, giungendo a mostrarsi perfino all’occhio nudo, a patto di attendere la giusta serata limpida, buia e priva di luna.
Giocando sull’analogia con i grandi monumenti dell’antichità, noti e magnificati fin dal II secolo a.c., “Le Sette Meraviglie del Profondo Cielo” propone un viaggio alla scoperta di un limitato campione di questi panorami cosmici, selezionandoli sulla base della loro esemplarità e del loro impatto visivo mozzafiato. La volta celeste del planetario ruota intorno a noi, portandoli uno dopo l’altro alla nostra attenzione, consentendo al nostro sguardo di tuffarsi nell’abisso degli anni luce e di volare attraverso distanti scenari di straordinaria bellezza.
Si parte dalla famosa Nebulosa di Orione, per scoprire poi l’ammasso stellare delle Pleiadi a distanza ravvicinata, per immergersi nel brulicante alveare astrale dell’ammasso globulare Omega Centauri, per svelare il remoto panorama dell’ammasso di galassie della Chioma di Berenice, per tornare alla nostra vicina cosmica, la Galassia a spirale di Andromeda, e poi nel cuore della Via Lattea, sfiorando le gigantesche nubi della Nebulosa Diffusa Laguna. Con un ultimo guizzo torniamo infine ad affondare in profondità oltre la nostra metropoli stellare, per contemplare la più grande ed evidente delle galassie satelliti irregolari: La Grande Nube di Magellano nel cielo australe.
Il viaggio si compie con l’accompagnamento suggestivo delle note del DJ messicano Murcof, qui intento in un etereo studio di scomposizione e ricomposizione delle sonorità del barocco francese nelle recenti “Versailles Sessions”. Tra esoterici “glitch”, accordi di clavicembalo manipolati e dilatati, viole da gamba distorte e caldi gorgheggi da soprano, si dispiegano meraviglie insospettate ed oltreumane.
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