Orti marziani?
Continua l’interminabile saga dell’acqua sul Pianeta Rosso. Il Phoenix Lander della Nasa, da poco atterrato nei pressi della calotta polare marziana, ha fotografato sotto il suo ventre metallico una serie di chiazze biancastre, a prima vista indubbiamente acqua congelata (la temperatura esterna non è sufficientemente bassa per mantenere in quello stato dell’anidride carbonica). La buona notizia è che non occorre cercare troppo a fondo nel sottosuolo (come sembravano indicare le recenti misure del radar MARSIS), quella cattiva che la pozza ghiacciata è al di fuori delle possibilità di manovra del braccio meccanico per raggiungerla e confermarne senza ombra di dubbio la natura. Ma le sorprese della nuova missione marziana non finiscono qui: le prime analisi del suolo sembrano indicare una composizione chimica del terreno straordinariamente “familiare”. L’acidità del suolo è contenuta (pH tra 8 e 9), ma per tutto il resto nulla di particolarmente alieno o estremo rispetto al terriccio che potremmo trovare nel cortile di fronte casa. Tanto che gli scienziati si sono già sbizzarriti ad immaginare i tipi di coltivazione sostenibili in loco. Si parla di asparagi, fagioli, rape, e di difficoltà notevoli nel far crescere le fragole (al planetario “I Canali di Marte” il 22/7 alle 21).
Per saperne di più
www.skyandtelescope.com/news/22064474.html































