Lo strano caso del pianeta alieno
Ha ricevuto molta attenzione da parte dei media la recente scoperta di un possibile compagno di massa planetaria della stella 1RXS J160929.1-210524 nella costellazione dello Scorpione. A colpire è l’immagine “diretta” dell’oggetto ottenuta dal telescopio Gemini North delle Hawai, che, pur non essendo un unicum nel campo dei pianeti extrasolari (c’è un precedente datato 2004), è comunque uno dei rari casi di “visualizzabilità” di un mondo esterno al nostro sistema planetario. La natura di quella sorgente luminosa non è tuttavia affatto certa: anche se studi spettroscopici ne confermano la piccola massa (otto volte il nostro Giove) occorreranno lunghi studi per appurare se sia legata gravitazionalmente alla stella brillante ad appena due arcosecondi di distanza. Nel frattempo molti specialisti storcono il naso: troppo lontano per essere un pianeta così grande. Come ha fatto a formarsi a ben 330 unità astronomiche dal centro del sistema? In fin dei conti una briciola rocciosa come Plutone non si allontana più di una cinquantina di unità astronomiche dal Sole, e ipotizzare l’espulsione dalle regioni interne è faccenda meccanicamente assai complicata. L’unica soluzione per sciogliere il mistero sembra essere quella di armarsi di notevole pazienza. A quella distanza il pianeta alieno impiega millenni a percorrere la sua orbita, ma su scale di tempi decisamente più umane sarà possibile misurare - se esiste - il moto comune della stella e del suo potenziale, enigmatico compagno.
(al planetario "Verso Mondi Lontani" il 18/10 alle 12:30).
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