Il Cielo del Mese - Febbraio 2017

Data di pubblicazione: 09/02/2017  
Planetario e Museo Astronomico

Nel mese più breve dell’anno il Sole si impegna a risalire, giorno per giorno, l’eclittica attraversando il Capricorno per approdare, il 16/2, nell’Acquario, regalandoci un evidente guadagno di luce diurna. La Luna sarà piena l’11/2, nella costellazione del Leone, e il 5/2 occulterà la stella Aldebaran: vale la pena affacciarsi al cielo per assistere al fenomeno, che avverrà alle 23:21. La vera “star” del mese è la cometa 45P/Honda-Mrkos-Pajdusakova, che dopo una fugace apparizione serale fra dicembre e gennaio si slancerà nel cielo mattutino in un incontro ravvicinato con la Terra, che la porterà a soli 12 milioni di km dal nostro pianeta l’11/2: con un binocolo la vedremo sfrecciare in appena due giorni fra le costellazioni di Ercole e Boote.

Superata la massima elongazione dal Sole, Venere resta ancora in grandiosa evidenza nel cielo serale, anche perché il suo dislivello in declinazione dal Sole aumenta nel corso del mese, facendola comparire sempre più in alto sui nostri orizzonti, al tramonto del Sole. Poiché si sta avvicinando anche alla Terra, il suo splendore, già spettacolare, continua addirittura a crescere, raggiungendo per una decina di giorni la magnitudine -4,63! Solo nell’ultima settimana comincerà a ripiegare verso il basso, mentre già all’inizio del mese il suo movimento diventa retrogrado, in riavvicinamento al Sole: ecco perché, dopo averlo quasi raggiunto fra le stelle dei Pesci, Venere interrompe bruscamente il suo corteggiamento a Marte. I due pianeti sono talmente vividi nel cielo, per di più in un’area del firmamento sprovvista di stelle brillanti, che risulta un facile esercizio per chiunque spiare le loro posizioni sera dopo sera: una maniera semplicissima per constatare a occhio nudo i movimenti dei pianeti. Vi consigliamo di provarci: per tutta la prima settimana i due pianeti resteranno vicinissimi, quasi sospesi a 5° l’uno dall’altro nel cielo del crepuscolo, poi di colpo Venere tornerà indietro: a occhio, sembrerebbe il preludio a un San Valentino piuttosto burrascoso, per la “coppia” di pianeti per eccellenza.

Nel frattempo un’altra cometa, la 2P/Encke – quella con il periodo più breve conosciuto, di soli 3 anni! – assiste da vicino alle evoluzioni di Venere e Marte sfilando con occhio indiscreto accanto ad essi. Un occhio altrettanto indiscreto potrà scorgerla, aiutato da un buon binocolo, nei pressi del “circoletto” dei Pesci. Costellazione decisamente affollata, i Pesci, questo mese: oltre ai pianeti in primo piano e alla cometa Encke, ospitano anche il lento Urano, trascinandolo ormai sempre prima fuori dal cielo, e la Luna che all’inizio e alla fine del mese farà un inchino agli amanti celesti, disponendo la sua sottile falce “a barchetta”.

Al calar del Sole, sappiamo già cosa aspettarci a nordovest: e infatti ecco Deneb. L’ultimo indefesso baluardo del Triangolo Estivo è lì che luccica e si agita come l’irridente coda del Cigno, ultimo lembo ancora in vista dell’animale, che ha già ficcato la testa in picchiata sotto l’orizzonte. Allo stesso modo se ne va con un nitrito anche Pegaso, che affonda scalpitando la testa prima delle zampe. Andromeda, l’Ariete, il Triangolo basculano in maniera preoccupante sul versante occidentale, tant’è che dopo cena tutta la chincaglieria invernale è già sbilanciata oltre il meridiano: quel che resta di Cetus, Eridano, Colomba, ma anche il possente Orione e il suo apparato di caccia: Sirio e Procione, la Lepre, per non dire del Toro. La porzione di Zodiaco visibile nella notte va dai Pesci al Sagittario, culminando a sud con il Leone.

A mezzanotte, lo zenith è già preda dell’Orsa Maggiore, che si insedia lassù in cima con le sue zampone scansando la Lince. Rotolando verso sud lungo il meridiano, troviamo ancora la Lince, e sotto di lei il Leone Minore, il Leone vero e proprio (che assembramento di predatori, ai vertici del cielo!), e poi l’Idra, il serpente marino, con la stella arancione Alphard – il suo cuore – proprio al meridiano: comunque sia, non la si passa liscia. Solo dirigendo lo sguardo all’estremo sud potremo rilassarci cercando i ruderi della Macchina Pneumatica – uno sforzo inutile – e qualche stella delle Vele, come Suhail.

Il principe della notte è dunque il Leone di Regolo, ma risalendo attraverso il Cancro fino ai Gemelli, varrà la pena soffermarsi col binocolo nei pressi di Polluce, dove transita l’asteroide Vesta, il più brillante dei pianetini. Nella parte profonda della notte le uniche tracce della Via Lattea si scorgono basse fra Cassiopea, Perseo e l’Auriga, dove Capella fa da lucente contraltare all’elevarsi di Arturo, da est, e dell’appariscente coppia Giove-Spica nella Vergine. Sul finire della notte numerose presenze orientali si saranno riconquistate un posto in cielo: Vega naturalmente, con Altair e Deneb (rieccola lì!), che si conferma stella della sera e del mattino e va a riproporre il Triangolo Estivo – come dubitarne -. Ma anche Antares e Saturno, al bordo fra l’Ofiuco e il Sagittario, saranno fra gli ultimi astri a svanire nei bagliori dell’alba.

Al planetario: “Il Cielo del Mese” in programma il 3/2 alle 18, 5/2 alle 18, 11/2 alle 11, 19/2 alle 18, 25/2 alle 11.

Mappa del Cielo - Febbraio 2017