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Data di pubblicazione: 03/02/2010
Cronaca di un'esplosione annunciata

All’alba del 28 gennaio Barbara Harris e Shawn Dvorak, due astrofili della Florida assai mattinieri hanno scoperto che la stella U Scorpii aveva improvvisamente aumentato il suo splendore di quasi 10000 volte: da quasi un anno la tenevano d’occhio ogni notte, assieme ad astronomi sparsi in tutto il mondo. Bradley Schaefer, dell’Università della Louisiana, aveva infatti affermato che la stella avrebbe avuto un esplosione entro un anno dal 2009. Non era la prima volta che U Scorpii esibiva un aumento di luminosità tanto spettacolare: un episodio analogo era avvenuto nel 1999 ed altre volte in passato. Del resto non si tratta di un’esplosione capace di distruggere la stella, ma solo di un innesco esplosivo di reazioni termonucleari su gas idrogeno che si è accumulato nel tempo sulla sua superficie. Questo accade quando grandi quantità di idrogeno cadono su una nana bianca dall’atmosfera di un’altra stella ad essa legata in un sistema binario. L’esplosione spazza via il gas proveniente dalla stella compagna, ma l’accumulo in seguito riprende e le esplosioni possono ripetersi a intervalli regolari. U Scorpii è infatti una delle sole dieci stelle novae ricorrenti conosciute, che esplodono periodicamente, e fra queste produce le esplosioni più rapide: per carpirne i dettagli occorre quindi agire con grande tempismo. Nel giro di appena sei ore dalla scoperta, già i telescopi orbitanti Rossi-XTE e Integral la stavano osservando nei raggi X e gamma. Non sarebbe stato possibile verificare così efficacemente la previsione di Schaefer se non fosse stato per il cane della Harris, che l’ha svegliata alle 5 del mattino abbaiando per essere portato in giardino, e per la scelta di Dvorak di non andare in palestra come è solito fare ogni mattina presto, ma di dare prima un’occhiata al suo telescopio (al planetario: “Fuochi d’artificio spaziali” 21/2 ore 16).
Leggi la notizia:
www.skyandtelescope.com/news

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