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    <title>Planetario e Museo Astronomico | News</title><link>http://www.planetarioroma.it/</link>
    <description></description>
    <language>it-IT</language>
    <item>
      <pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:25:48 GMT</pubDate>
      <title>12 marzo 2010: possibili disagi in tutto il circuito Musei in Comune per sciopero</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/12_marzo_2010_possibili_disagi_in_tutto_il_circuito_musei_in_comune_per_sciopero</link>
      <description>
&lt;p&gt;
Si informa che la O.S. CGIL ha indetto una giornata di sciopero per il 12 marzo 2010. Questo potrà comportare delle ripercussioni sul servizio svolto compresa l’interruzione dei servizi al pubblico.
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 09:18:05 GMT</pubDate>
      <title>Il cielo di marzo</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/il_cielo_di_marzo__1</link>
      <description>
&lt;p&gt;

Il cielo di marzo&lt;br /&gt;
Finalmente l’inverno è agli sgoccioli e il Sole si ripresenta in cielo ogni giorno più alto. Il 13 marzo entra nella costellazione dei Pesci e il 21 raggiunge l’equatore celeste: è l’equinozio di primavera, che dà inizio alla stagione mite. In questo giorno ovunque sulla Terra il giorno e la notte durano esattamente 12 ore. Ma da questo momento nell’emisfero settentrionale le giornate dureranno più delle notti, fino all’equinozio d’autunno.&lt;br /&gt;
Da segnalare una curiosità sconosciuta a tutti: per circa 12 ore, fra il 27 e il 28 marzo, una piccola porzione del disco solare (nemmeno ¼ della sua estensione) attraversa un lembo della costellazione di Cetus, la Balena. Tecnicamente dunque anche questa mostruosa costellazione dovrebbe essere considerata parte dello Zodiaco – la quattordicesima costellazione zodiacale, per la precisione.&lt;br /&gt;
Durante il mese Venere si libera sempre più dai chiarori del crepuscolo e riappare finalmente come Vespero, la “stella della sera”. &lt;br /&gt;
Il cielo notturno è ora conteso fra Marte (nel Cancro) e Saturno (nella Vergine). Il pianeta rosso è perfettamente visibile poco a sud-est di Castore e Polluce, i Gemelli. Il giorno 22 Saturno raggiunge l’opposizione al Sole e la minima distanza dalla Terra, circa 1,5 miliardi di km: questo è il momento migliore dell’anno per ammirarlo. Lo si può rintracciare ad occhio nudo come un astro di colore giallo a nord-ovest della stella Spica. &lt;br /&gt;
Orione e il suo corteo invernale scompaiono sempre prima dalla scena celeste, ma a sud è alta la Vergine con il Corvo, e l’Orsa Maggiore inseguita dal Bootes domina la scena allo zenit.&lt;br /&gt;
Nella seconda parte della notte potremo scorgere altre tipiche costellazioni primaverili: la Corona Boreale ed Ercole, mentre a sottolineare il flusso delle costellazioni di questa stagione durante l’intera notte è l’Idra, la più vasta e lunga costellazione del cielo, che si snoda all’estremo sud, vicino all’orizzonte, con la testa appena sotto il Cancro e la coda che termina accanto alla Bilancia.&lt;br /&gt;
Ci conducono all’alba, verso est, le stelle Vega e Deneb e a sud Antares nello Scorpione.&lt;br /&gt;
Al planetario il 7/3 ore 16.00&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/spettacoli/spettacoli_per_tutti/panorami_celesti/le_stagioni_del_cielo&quot; class=&quot;link&quot;&gt;Le stagioni del cielo&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://newsletter.museiincomuneroma.it/planetario_it/uploadimages/15mar2010_ore2100.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt; Consulta la mappa &lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 09:03:16 GMT</pubDate>
      <title>La vera età dell’Universo</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/la_vera_eta_dell_universo</link>
      <description>
&lt;p&gt;

In orbita dal 2001, il satellite americano WMAP sta misurando la radiazione di fondo di microonde che permeano l’intero universo – la lontana “eco” del Big Bang. Studiando questo debolissimo segnale è possibile ricavare informazioni cruciali che descrivono lo stato e la storia del nostro Universo. Recentemente la Nasa ha pubblicato nuovi dati raccolti dal satellite negli ultimi due anni, che vanno a raffinare ulteriormente la cosmologia di precisione compiuta da WMAP nel corso della sua missione. Ecco i risultati più eclatanti: la vera età dell’Universo è di 13,75 miliardi di anni, con un’incertezza di appena lo 0,8%, ridotta ormai ad appena 110 milioni di anni in più o in meno. Per apprezzare questo risultato, basti pensare che meno di quindici anni fa si diceva che l’Universo ha fra i 10 e i 20 miliardi di anni. Inoltre, la geometria dello spaziotempo risulta piatta – ovvero descritta dalla geometria euclidea – con un altissimo grado di precisione. WMAP ha anche riconosciuto per la prima volta le tracce dell’Elio primordiale, generato dal Big Bang prima della nascita delle prime stelle, che si sarebbero accese circa 460 (più o meno 80) milioni di anni dopo. Infine dalle misure emerge la “ricetta” aggiornata per la composizione del nostro Universo: la materia ordinaria (stelle, galassie, particelle) ne costituisce il 4,56%, la materia oscura il 22,7% e la misteriosa energia oscura ben il 72,8%. È proprio grazie a questi numeri, e specialmente alla progressiva riduzione degli errori ad essi associati, che prende poco a poco forma la nostra concezione dell’Universo in cui siamo capitati.&lt;br /&gt;
Al planetario il 27/3 ore 12.30&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/spettacoli/spettacoli_per_tutti/universi_aperti/anni_luce_da_noi&quot; class=&quot;link&quot;&gt;Anni luce da noi&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;

Leggi la notizia:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.skyandtelescope.com/news/84347742.html&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;www.skyandtelescope.com&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:30:07 GMT</pubDate>
      <title>Completata la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/completata_la_costruzione_della_stazione_spaziale_internazionale</link>
      <description>
&lt;p&gt;

La Stazione Spaziale ha finalmente la sua camera con vista: l’ultima missione dello shuttle Endeavour (la quint’ultima degli Shuttle) ha permesso agli astronauti di installare una cupola dalla quale affacciarsi sulla Terra, e godere da lassù di una vista mozzafiato. “È un panorama che gli uomini hanno sognato per secoli” ha commentato il comandante della missione George Zamka, aggiungendo: “non lo dimenticherò per il resto della mia vita”. &lt;br /&gt;
Rispetto alla vista che si ha affacciandosi ai normali oblò della stazione, limitata a piccole porzioni del globo terrestre, e perfino alla visione attraverso gli elmetti spaziali, ora gli astronauti possono ammirare l’intero pianeta e apprezzarne a colpo d’occhio la sfericità. La nuova cupola completa l’assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale, dopo ben 11 anni di voli. Sarà utile agli astronauti anche per semplificare il controllo delle operazioni all’esterno della stazione e del suo braccio meccanico. La cupola, dotata di 7 ampie finestre che offrono una vista a 360° verso il nostro pianeta, è un gioiello tecnologico prodotto in Italia. La sua installazione promette sorprese anche per noi che restiamo sulla Terra: pur non potendo affacciarci di persona su questo belvedere spaziale, la nuova prospettiva che la cupola apre rende possibili nuove soluzioni per fotografare la Terra dallo spazio. Immagini ad alta definizione dell’intero globo terrestre che ci stupiranno nei mesi a venire, una volta ancora, della straordinaria bellezza del nostro pianeta.&lt;br /&gt;
Al planetario il 28/3 ore 17:30&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;/spettacoli/spettacoli_per_tutti/panorami_celesti/il_giro_del_mondo_in_30_minuti&quot; class=&quot;link&quot;&gt;Il giro del mondo in 30 minuti&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;

Leggi la notizia: &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://spaceflightnow.com/shuttle/sts130/100218fd12/index2.html&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;http://spaceflightnow.com&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:13:27 GMT</pubDate>
      <title>Il 9 marzo possibili disagi in tutto il circuito Musei in Comune per assemblea sindacale</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/il_9_marzo_possibili_disagi_in_tutto_il_circuito_musei_in_comune_per_assemblea_sindacale</link>
      <description>
&lt;p&gt;

si informa che la O.S. USI AIT ha indetto una assemblea riservata al personale dalle ore 13.30 alle 15.30. &lt;br /&gt;Pertanto il nostro personale potrebbe assentarsi dalle 12.30/13.00 alle 16.00/16.30.
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:36:00 GMT</pubDate>
      <title>12 marzo al Planetario: rinviata la presentazione del libro &quot;Piccolo Atlante celeste&quot;</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/12_marzo_al_planetario_rinviata_la_presentazione_del_libro_piccolo_atlante_celeste</link>
      <description>
&lt;p&gt;
L&apos;appuntamento del 12 marzo per la presentazione del libro “Piccolo Atlante Celeste”, di Gandolfi e Sandrelli, è stato rimandato al 18 marzo sempre alle ore 21.00. 
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:47:57 GMT</pubDate>
      <title>Il 18 febbraio possibili disagi in tutto il circuito Musei in Comune per assemblea sindacale</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/il_18_febbraio_possibili_disagi_in_tutto_il_circuito_musei_in_comune_per_assemblea_sindacale</link>
      <description>
&lt;p&gt;
si informa che la O.S. Cgil ha indetto una assemblea sindacale riservata al solo personale iscritto per il giorno 18 febbraio p.v. dalle 13.00 alle 15.00. Pertanto il nostro personale potrebbe assentarsi dalle 12.00/12.30 alle 15.30/16.00.
&lt;/p&gt;
</description>
    </item>
    <item>
      <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:44:15 GMT</pubDate>
      <title>Il cielo di febbraio</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/il_cielo_di_febbraio__1</link>
      <description>
&lt;p&gt;

È in questo mese che si comincia finalmente ad apprezzare l’allungamento delle giornate: il Sole transita dal Capricorno all’Acquario il 16 febbraio e si avvia così a risalire con decisione l’eclittica durante l’ultimo mese d’inverno.&lt;br /&gt;
Lo anticipa ancora più rapida Venere, che dopo la congiunzione superiore del mese scorso (ovvero dal lato della sua orbita opposto alla Terra) si smarca poco a poco dai raggi solari e comincia a riapparire come “stella della sera”. Il giorno 17 Venere è in congiunzione con Giove: i due pianeti formeranno una spettacolare coppia nel cielo serale, separati da meno di 1° e visibili per appena 45 minuti dopo il tramonto del Sole. Dei due Venere sarà l’astro più brillante. &lt;br /&gt;
Nel pieno della notte, è ancora Marte il corpo celeste dominante, che da una distanza di 100 milioni di km con la sua luce rossa appare alto tra le stelle del Cancro, senza tuttavia superare in splendore la stella Sirio. Poco a sud-ovest di Marte si può distinguere, da un cielo buio lontano dalla città, un debole chiarore diffuso: è il Presepe, un celebre ammasso di giovani stelle nella costellazione del Cancro. Anche un semplice binocolo aiuterà ad ammirarle in dettaglio. Intanto Saturno, nella Vergine, guadagna ore di visibilità mostrandosi per tutta la seconda parte della notte.&lt;br /&gt;
Fra le costellazioni, Orione e i suoi cani cominciano a pendere verso ovest già a mezzanotte, ed è sostituito a sud dai Gemelli e poi dal Leone. Scompaiono dalla scena ad occidente Andromeda e Perseo, mentre da oriente risale il Bootes con la splendida Arturo e già si affacciano, alla fine della notte, la stella Vega e lo Scorpione.&lt;br /&gt;
Per chi dispone di un telescopio, varrà la pena puntarlo verso la stella Algieba (Gamma Leonis), poco a nord di Regolo, il cuore del Leone. Proprio accanto alla stella transiterà, il 17 febbraio, l’asteroide Vesta in opposizione al Sole: un’occasione assai favorevole per individuarlo, come un piccolo puntino in movimento di sesta grandezza (Vesta è il più brillante fra gli asteroidi). Sarà facile notare il suo spostamento tra le stelle nel giro di appena qualche ora (al planetario: “C’era una volta… celeste” 6/2 ore 16).&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://newsletter.museiincomuneroma.it/planetario_it/uploadimages/14feb2010_ore2100.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;Consulta la mappa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
L’opposizione di Vesta:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.skyandtelescope.com/observing/home/80433142.html&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;www.skyandtelescope.com/observing&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
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    </item>
    <item>
      <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:40:34 GMT</pubDate>
      <title>Cronaca di un&apos;esplosione annunciata</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/cronaca_di_un_esplosione_annunciata</link>
      <description>
&lt;p&gt;

All’alba del 28 gennaio Barbara Harris e Shawn Dvorak, due astrofili della Florida assai mattinieri hanno scoperto che la stella U Scorpii aveva improvvisamente aumentato il suo splendore di quasi 10000 volte: da quasi un anno la tenevano d’occhio ogni notte, assieme ad astronomi sparsi in tutto il mondo. Bradley Schaefer, dell’Università della Louisiana, aveva infatti affermato che la stella avrebbe avuto un esplosione entro un anno dal 2009. Non era la prima volta che U Scorpii esibiva un aumento di luminosità tanto spettacolare: un episodio analogo era avvenuto nel 1999 ed altre volte in passato. Del resto non si tratta di un’esplosione capace di distruggere la stella, ma solo di un innesco esplosivo di reazioni termonucleari su gas idrogeno che si è accumulato nel tempo sulla sua superficie. Questo accade quando grandi quantità di idrogeno cadono su una nana bianca dall’atmosfera di un’altra stella ad essa legata in un sistema binario. L’esplosione spazza via il gas proveniente dalla stella compagna, ma l’accumulo in seguito riprende e le esplosioni possono ripetersi a intervalli regolari. U Scorpii è infatti una delle sole dieci stelle novae ricorrenti conosciute, che esplodono periodicamente, e fra queste produce le esplosioni più rapide: per carpirne i dettagli occorre quindi agire con grande tempismo. Nel giro di appena sei ore dalla scoperta, già i telescopi orbitanti Rossi-XTE e Integral la stavano osservando nei raggi X e gamma. Non sarebbe stato possibile verificare così efficacemente la previsione di Schaefer se non fosse stato per il cane della Harris, che l’ha svegliata alle 5 del mattino abbaiando per essere portato in giardino, e per la scelta di Dvorak di non andare in palestra come è solito fare ogni mattina presto, ma di dare prima un’occhiata al suo telescopio (al planetario: “Fuochi d’artificio spaziali” 21/2 ore 16). &lt;br /&gt;
Leggi la notizia: &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.skyandtelescope.com/news/83025892.html&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;www.skyandtelescope.com/news&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
</description>
    </item>
    <item>
      <pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:38:41 GMT</pubDate>
      <title>Collisione fra asteroidi tra Marte e Giove</title><link>http://www.planetarioroma.it/servizi/news/collisione_fra_asteroidi_tra_marte_e_giove</link>
      <description>
&lt;p&gt;

P2010/A2 LINEAR doveva essere il deprimente nome dell’ennesima, insignificante cometa – la 77ma! - scoperta dall’osservatorio automatico Linear ai primi di gennaio. Ma nel corso dei giorni il nuovo corpo celeste ha mostrato un comportamento inatteso, richiamando l’attenzione degli astronomi: la coda si allungava, sviluppandosi per 177 mila km, senza tuttavia contenere alcuna condensazione centrale (il nucleo apparente della cometa). Inoltre, la sua orbita assomiglia molto più a quella di un normale asteroide collocato nella fascia principale, fra Marte e Giove, che non a quelle assai ellittiche delle comete. Una settimana dopo, dai telescopi delle isole Canarie è stato avvistato un piccolo oggetto, un minuscolo asteroide posto proprio accanto alla cometa, che si muove assieme ad essa. Per la sorpresa di tutti gli astronomi, è difficile non concludere che molto probabilmente, invece che di una cometa si tratta di un’osservazione molto più interessante: abbiamo assistito agli sviluppi di una vera e propria collisione fra due asteroidi della fascia principale. Un evento che rappresenta il principale meccanismo di evoluzione degli asteroidi, e che doveva verificarsi con grande frequenza specialmente nelle fasi antiche della storia del sistema solare, tuttavia non era mai stato avvistato in diretta (al planetario &amp;quot;Asteroidi killer&amp;quot; 14/2 ore 11, “Incontri ravvicinati con gli asteroidi” 20/2 ore 11).&lt;br /&gt;
Leggi la notizia: &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.skyandtelescope.com/news/82074747.html&quot; target=&quot;_blank&quot; class=&quot;link esterno&quot;&gt;www.skyandtelescope.com/news&lt;/a&gt;
&lt;/p&gt;
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    </item>
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